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martedì 9 marzo 2010

Dell’inermità della fede

Quando i cristiani manifestano sfiducia nella forza evangelica propria dell’umiltà cristiana e dell’inermità della fede, quando progettano una «religione civile» cercando di instaurare presidi e tentando alleanze strategiche con chiunque offra un appoggio alla forza di pressione cristiana nei confronti della società, allora confondono la chiesa con il regno di Dio, progettano una cristianità che appartiene al passato, che non può essere risuscitata e che, soprattutto, contraddice la buona notizia di Gesù.

sabato 17 gennaio 2009

Il pane di ieri è buono domani

Norberto Bobbio, di poco più anziano di mio padre e originario di una terra prossima alla mia, nel suo De Senectute ricorda tre di questi "detti" lapidari... 
Il primo - Fa' el to duvèr, cherpa ma va' avanti! - è una sorta di traduzione popolare dell'imperativo categorico kantiano: fare il proprio dovere a costo di crepare è il fondamento dell'etica individuale. Ognuno nella sua vita è chiamato a fare qualcosa, e quel qualcosa lo deve fare, è il suo dovere assoluto: esiste per ciascuno un compito che, per duro che sia, va svolto senza indugio, c'è un fine che va perseguito senza distrazioni. Elogio del dovere, dunque, posto sotto la legge della perseveranza: "fino a crepare". 
Cosa resta oggi, anche in Monferrato, di questo primo comando ?
Oggi in cui tutto è a breve durata, tutto "in prova", tutto senza memoria; oggi in cui ogni scelta è rimandata e, non appena presa, è revocabile alla prima difficoltà; oggi in cui non si ha nemmeno la percezione che esista un "dover essere e fare" per ciascuno. ... Era una questione di fedeltà, senza la quale non vi poteva essere onestà né sul lavoro né nei rapporti.
Ist l'è el to duvèr !  - questo è il tuo dovere ! - la frase chiudeva ogni discussione. ... Quest' obbligo morale diventava la spina dorsale dell'uomo monferrino e la vita stessa era letta come un dovere, un mestiere faticoso: "il mestiere di vivere", come aveva ben capito il langarolo Pavese." 
(Il pane di ieri - Enzo Bianchi)