"Era scesa la sera, nel silenzio della campagna si udivano solo i miei passi. Se l'incontro fu fortunato o meno, lo racconterò più avanti. Ci fu un ballo, ci furono i fuochi d'artificio, credo di aver lasciato l'abitato quando ormai doveva essere mezzanotte. Una luna piena, meno splendente dell'altra, illuminava tutto all'intorno. Prima del punto in cui avrei dovuto abbandonare la strada per addentrarmi nei campi, lo stretto sentiero su cui procedevo parve terminare all'improvviso, nascondendosi dietro a un'alta siepe, e mi mostrò, come a impedirmi il passo, un albero isolato, alto, in un primo momento scurissimo contro la trasparenza notturna del cielo. Tutt'a un tratto, però, arrivò una folata di vento.Fece rabbrividire i teneri steli dell'erba, fremere le verdi lame dei canneti e ondeggiare la acque scure di una pozza.
Come un'onda, sollevò i rami protesi dell'albero, risalì contro il tronco mormorando e allora, di colpo, le foglie voltarono alla luna la faccia nascosta e il faggio (era un faggio) si coprì tutto di bianco fino alla cima più alta. Fu un'istante, non più che un'istante, ma il suo ricordo durerà quanto dovrà durare la mia vita.
..Dopo aver camminato a lungo, mi imbattei in mezzo alla campagna, in una capanna. Dormii là.
Quando mi svegliai, al primo chiarore del mattino,e uscii strofinandomi gli occhi in quella foschia luminosa che a stento lasciava intravedere i campi intorno, sentii dentro di me, se ben rammento, se non lo sto inventando ora, di essere, finalmente, appena nato. Oramai era ora.
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