
Ma la speranza, dice Dio, ecco quel che mi stupisce.
Me stesso.
Questo è stupefacente.
Che quei poveri figlioli vedano come van le cose e che credano che
domani andrà meglio.
Che vedano come va oggi e che credano che andrà meglio domani mattina.
Questo è stupefacente ed è davvero la più grande meraviglia della
nostra grazia.
E ne sono stupito io stesso.
E bisogna che la mi grazia sia in effetti d'una forza incredibile.
E che sgorghi da una sorgente e come come un fiume inesauribile.
Da quella prima volta in cui sgorgò e dal suo sempre sgorgare.
Nella mia creazione naturale e soprannaturale.
Nella mia creazione spirituale e carnale ed ancora spirituale.
Nella mia creazione eterna e temporale ed ancora eterna.
Mortale e immortale.
E questa volta, oh questa volta, da quella volta in cui sgorgò,
come un fiume di sangue, dal fianco aperto di mio figlio.
Cosa bisogna che sia la mia grazia e la forza della mia grazia perché
questa piccola speranza,
vacillante al soffio del peccato, tremante per tutti i venti, ansiosa
per il minimo alitare,
sia così invariabile, si mantenga così fedele, così diritta, così pura;
e invincibile, e immortale, ed impossibile da estinguere;
che questa piccola fiamma del santuario brucia eternamente dentro la lampada fedele.
(Charles Peguy)
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