lunedì 31 dicembre 2007

Un Solitario - Dizionario Filosofico











Un solitario sarà sobrio, pio, porterà un cilicio; ebbene egli sarà santo: ma io non lo chiamerò virtuoso che quanto avrà compiuto qualche atto di virtù da cui gli altri uomini avranno tratto beneficio.
Fintanto che è solo, non agice ne bene ne male; per noi non è niente.
(Voltaire - Dizionario Filosofico)

sabato 29 dicembre 2007

154











Io sono una forza del Passato.
Solo nella tradizione è il mio amore.
Vengo dai ruderi, dalle chiese,
dalle pale d'altare, dai borghi
abbandonati sugli Appennini o le Prealpi,
dove sono vissuti i fratelli.
Giro per la Tusculana come un pazzo,
per l'Appia come un cane senza padrone.
O guardo i crepuscoli, le mattine,
su Roma, sulla Ciociaria, sul mondo,
come i primi atti della Dopostoria,
cui io assisto, per privilegio d'anagrafe,
dall'orlo estremo di qualche età sepolta.
Mostruoso è chi è nato dalle viscere di una donna morta.
E io, feto adulto, mi aggiro
più moderno di ogni moderno
a cercare fratelli che non sono più.
(P.P.Pasolini)

domenica 16 dicembre 2007

Felicità

"Non è la felicità che tutti vogliono ?
Non c'è assolutamente nessuno che non la desideri;
e dove l'hanno conosciuta, per desiderarla così ?
Dove l'han vista, per innamorarsene ?"
(S.Agostino)

"Ci sono due modi per salvarsi dall'inferno; uno è facile e riesce a tutti: adeguarsi all'inferno fino a diventare inferno e non vederlo più; l'altro è più difficile: cercare in mezzo all'inferno ciò che non è inferno, e farlo durare e dargli spazio".
(Italo Calvino)

Beowulf: mostri e critici - John R.R. Tolkien (giusto per marcare le distanze dal film...)














...ma sia lui che i suoi ascoltatori stavano pensando alle eormengrund, la grande terra, circondata dal garsecg, l'oceano senza rive, al di sotto dell'innaccessibile volta del cielo; e su di essa, come in un piccolo cerchio di luce intorno alle loro dimore, uomini che avevano il coraggio come sostegno procedevano verso quella battaglia contro il mondo ostile e la progenie dell'oscurità che per tutti, anche per i campioni e per i re, termina con una sconfitta. Che anche questa "geografia" un tempo considerata realtà fisica, possa ora essere classificata come una mera fiaba, non intacca granchè il suo valore. ... Beowulf, dunque, non è precisamente l'eroe di una ballata eroica. Non ha sviluppi di fedeltà contrastanti, nè amore senza speranza.
E' un uomo, e questa, per lui e per molti altri, è già una tragedia sufficente.
Non è un accidente irritante il fatto che il tono del poema sia così elevato, e il suo tema così umile.
E' il tema nella sua mortale serietà che conferisce dignità al tono: Lif is laene, eal scaeced leoht and lif somod (la vita è transitoria, la luce e la vita iniseme svaniscono in fretta).
Così ineluttabile e mortale è il pensiero che sottende a questo, che coloro i quali, nel cerchio di luce, entro le dimore assediate, sono assorbiti da lavori o parole e non osservano il combattimento, non lo considerano e non si ritraggono.
La morte giunge al banchetto, e loro dicono che "essa farfuglia: non ha il senso delle proporzioni".
Vorrei suggerire, dunque, che i mostri non rappresentano un'inesplicabile caduta di gusto; sono essenziali, fondamentalmente alleati alle idee soggiacenti il poema ...
... Odisseo lotta contro un nemico mostruoso e scellerato, ma non crede per questo di lottare contro i poteri dell'oscurità ... il Ciclope è egli stesso di stirpe divina e gode della divina protezione.
I giganteschi nemici con cui si scontra Beowulf vengono invece identificati come i nemici di Dio. A Grendel e al Drago ci si riferisce continuamente ricorrendo a un linguaggio che richiama le potenze dell'oscurità dalle quali si sentono circondati i cristiani.
Essi sono "i reclusi dell'inferno", gli "avversari di Dio", la "stirpe di Caino".
Consequentemente la materia della storia principale del Beowulf, per quanto mostruosa, non è così remota dalla comune esperienza medievale come lo è dalla nostra propria esperienza... Grendel non è molto diverso dai demoni dell'abisso che stanno sempre in agguato per afferare un giusto. E così Beowulf, per uqnto si muova nel mondo della primitiva età eroica dei germani, è ciononostane quasi un cavaliere cristiano.
(Beowulf: mostri e critici - John R.R. Tolkien)

DEVILS AND DUST - Bruce Spingsteen










Ho il dito sul grilletto
ma non so di chi fidarmi.
Quando guardo nei tuoi occhi
vedo solo diavoli e polvere.
Siamo molto lontani da casa, Bobbie
Casa è molto molto lontano
Sento soffiare uno sporco vento
Diavoli e polvere.

Ho Dio dalla mia parte
e cerco solo di sopravvivere.
Cosa fai quando ciò che ti fa vivere
uccide quello che ami ?
La paura è una cosa potente
e, credimi, ti annerisce il cuore
Prenderà la tua anima piena di Dio
e la riempirà di diavoli e polvere

Letture pomeridiane 2° pt.

E c'è tanta vastezza nello sguardo,
e tutto è così docile di fuori,
che mi sembra di scogere tra i tronchi
continuamente in qualche luogo il mare.
(Boris Pasternak)

Credendo a se stesso, l'uomo si espone sempre al giudizio della gente, credendo agli altri ha sempre l'approvazione di chi lo circonda.
Il segreto della felicità non è di far sempre ciò che si vuole, ma di voler sempre ciò che si fa.
(Lev Tolstoj)

Winston Churchill










1. I socialisti sono come Cristoforo Colombo: partono senza sapere dove vanno. Quando arrivano non sanno dove sono. Tutto questo con i soldi degli altri.
2. È impossibile ottenere una condanna per sodomia da una giuria inglese. Metà dei giudici non crede che possa essere fisicamente compiuta, e l'altra metà la sta facendo.
3. A volte l'uomo inciampa nella verità, ma nella maggior parte dei casi si rialzerà e continuerà per la sua strada.
4. Bizzarro popolo gli italiani. Un giorno 45 milioni di fascisti. Il giorno successivo 45 milioni tra antifascisti e partigiani. Eppure questi 90 milioni di italiani non risultano dai censimenti...
5. Ho dato le dimissioni, ma le ho rifiutate.
6. I cani ci guardano dal basso. I gatti ci guardano dall'alto. I maiali ci trattano da loro pari.
7. Io sono sempre pronto ad imparare, sebbene non sempre gradisca che altri mi insegnino.
8. La democrazia funziona quando a decidere sono in due e uno è malato.
9. La guerra è un gioco che si gioca sorridendo. Se non sai sorridere, sogghigna. Se non sai sogghignare levati di mezzo, finché puoi.
10. Per quanto possa esser bella la strategia, occasionalmente si dovrebbe poter guardare ai risultati.
11. Prima siamo noi a dare forma agli edifici, poi sono questi a dare forma a noi.
12. Secondo me non è necessario inasprire le pene per bigamia. Un bigamo ha due suocere: come punizione mi pare che basti.

Michelangelo Buonarroti - Madrigale 8 (1511)













Come può esser ch'io non sia più mio ?
O Dio, o Dio, o Dio,
chi m'ha tolto a me stesso,
c'a me fusse più resso
o più di me potessi che poss'io ?
O Dio, o Dio, o Dio,
come mi passa el core
chi non par che mi tocchi ?
Che cosa è questo, Amore,
c'al core entra per gli occhi,
e per poco spazio dentro par che cresca ?
E s'avvien che trabocchi ?

Well, if you're travelin' in the north country fair...













Many times I've often prayed
In the darkness of my night,
In the brightness of my day.

L'anima


L’anima è di per sé vagabonda in cerca di una sua soluzione.
Dell’anima e dell’esistenza dell’anima si parla molto ma non si trova nell’anima la chiave dell’universo…
L’anima è negli spazi come una mano che prende ogni cosa, che ruba a noi ogni preziosità;
l’anima è colei che ci deruba ma che è anche colei che dona,
ed è un’amica indistruttibile,
un qualcosa che veglia sulle nostre rovine.
Se ne andrà un giorno, se ne andrà lontano,
perché conosce terre infinite e spazi,
che non hanno riscontro nella mente umana…

(Alda Merini)

La verità è sempre in svantaggio

" Non esiste una sola idea importante
di cui la stupidità non abbia saputo servirsi,
essa è pronta e versatile e può indossare
tutti i vestiti della verità.
La verità ha invece un abito solo e una sola strada,
ed è sempre in svantaggio"
Robert Musil

INVERNO... (bei ricordi !)

Complicarsi il risveglio con Edith Stein

"L'evidenza non è altro che il vissuto della verità. Naturalmente la verità è vissuta nello stesso modo in cui in generale qualcosa di ideale può essere un vissuto nell'atto reale. In altre parole: la verità è un'idea il cui caso singolo è un vissuto attuale nel giudizio evidente." (Edith Stein)

"L'immanenza della verità nel processo del senso, non è separabile dal processo, poichè la genesi è costitutiva del senso in quanto "senso" della verità." (Edith Stein)

I fatto che l'amore sia esiliato
e misconosciuto
procura all'animo fedele
un dolore amaro.

Essa farebbe volentieri splendere
le stelle d'oro
in questa notte terrena
oscura e profonda,
per squarciare le tenebre
con una luce tenua.

Essa vorrebbe riunire terra e cielo
e con la forza impetuosa dello spirito
innalzare il mondo alla luce
sulle ali degli angeli.
(Edith Stein)

Letture pomeridiane

Aprii la porta della cancellata azzurra, mi sedetti su una panchina.
Un cane abbaiava lontano, cantavano i merli nel bosco, tra i lecci, gli aceri e pini, stridevano passando basse le cornacchie.
Una farfalla bianca volava sui miosotis, tra le violacciocche e i papaveri scoloriti che fiorivano sulla tomba del poeta.
Mi vennero in mente dei suoi versi:

Quanto coraggio ci vuole
per recitare nei secoli,
come recitano i burroni,
come recita il fiume.
(Boris Pasternak)

(Enzo Biagi - In Russia)

Confessione di un teppista - Sergej Esenin

Non a tutti è dato cantare,
E non tutti possono cadere come una mela
Sui piedi degli altri.
Questa è la più grande confessione,
Che mai teppista possa rivelarvi.
Io porto a bella posta la testa spettinata,
Lume a petrolio sopra le mie spalle.
Mi piace illuminare nelle tenebre
L’autunno spoglio delle vostre anime.
E mi piace quando una sassaiola di insulti
Mi vola contro, come grandine di rutilante bufera,
Solo allora stringo più forte tra le mani
La bolla tremula dei miei capelli.
È così dolce allora ricordare
Lo stagno erboso e il suono rauco dell’ontano,
Che da qualche parte vivono per me padre e madre,
Che se ne fregano di tutti i miei versi,
E che a loro sono caro come il campo e la carne,
Come la pioggia fina che rende morbido il grano verde a primavera.
Con le loro forche verrebbero a infilzarvi
Per ogni vostro grido scagliato contro di me.
Miei poveri, poveri contadini!
Voi, di sicuro, siete diventati brutti,
E temete ancora Dio e le viscere delle paludi.
O, almeno se poteste comprendere,
Che vostro figlio in Russia
È il più grande tra i poeti!
Non vi si raggelava il cuore per lui,
Quando le gambe nude
Immergeva nelle pozzanghere autunnali?
Ora egli porta il cilindro
E calza scarpe di vernice.
Ma vive in lui ancora la bramosia
Del monello di campagna.
Ad ogni mucca sull’insegna di macelleria
Da lontano fa un inchino.
E incontrando i cocchieri in piazza,
ricorda l’odore del letame dei campi nativi,
Ed è pronto a reggere la coda d’ogni cavallo,
come fosse uno strascico nuziale.
Amo la patria!
Amo molto la patria!
Anche con la sua tristezza di salice rugginoso.
Adoro i grugni infangati dei maiali
E nel silenzio della notte, la voce limpida dei rospi.
Sono teneramente malato di ricordi infantili,
Sogno delle sere d’aprile la nebbia e l’umido.
Come per scaldarsi alle fiamme del tramonto
S’è accoccolato il nostro acero.
Ah, salendo sui suoi rami quante uova,
Dai nidi ho rubato alle cornacchie!
È lo stesso d’un tempo, con la verde cima?
È sempre forte la sua corteccia come prima?
E tu, mio amato,
Mio fedele cane pezzato?!
La vecchiaia ti ha reso rauco e cieco
Vai per il cortile trascinando la coda penzolante,
E non senti più a fiuto dove sono portone e stalla.
O come mi è cara quella birichinata,
Quando si rubava una crosta di pane alla mamma,
e a turno la mordevamo senza disgusto alcuno.
Io sono sempre lo stesso.
Con lo stesso cuore.
Simili a fiordalisi nella segale fioriscono gli occhi nel viso.
Srotolando stuoie d’oro di versi,
Vorrei dirvi qualcosa di tenero.
Buona notte!
A voi tutti buona notte!
Più non tintinna nell’erba la falce dell’aurora…
Oggi avrei una gran voglia di pisciare
Dalla mia finestra sulla luna.
Una luce blu, una luce così blu!
In così tanto blu anche morire non dispiace.
Non m’importa, se ho l’aria d’un cinico
Che si è appeso una lanterna al sedere!
Mio buon vecchio e sfinito Pegaso,
M’occorre davvero il tuo trotto morbido?
Io sono venuto come un maestro severo,
A cantare e celebrare i topi.
Come un agosto, la mia testa,
Versa vino di capelli in tempesta.
Voglio essere una gialla velatura

Verso il paese per cui navighiamo.

!!!

....e vorrei che Dio mi mandasse una parola, qualcosa che potessi avere paura di perdere...

(Bruce Springsteen - Drive all night)

L’amore è una danza per i pazzi
Non è che mi vada molto, ma i piedi li ho ancora.

(Bruce Springsteen - The girl in the summer clothes)

Citazioni da una settimana d'inferno

"Sono felici soltanto coloro che sanno / che la luce che entra dal loro balcone / tutte le mattine / viene ad illuminare il posto giusto / che è stato loro assegnato / nell'armonia del mondo".

"Ubi amatur non laboratur, et si laboratur, ipse labor amatur"
(Dove si ama non ci si affatica. E,se ci si affatica, la stessa fatica è amata)

Fernando Pessoa - Faust

Ah, tutto è simbolo e analogia !
Il vento che passa, la notte che rinfresca
sono tutt'altro che la notte e il vento:
ombre di vita e di pensiero.

Tutto ciò che vediamo è qualcos'altro.
L'ampia marea, la marea ansiosa,
è l'eco di un'altra marea che sta
laddove è reale il mondo che esiste.

Tutto ciò che abbiamo è dimenticanza.
La notte fredda, il passare del vento
sono ombre di mani i cui gesti sono
l'illusione madre di questa illusione.

Solo che il tempo stringe la borsa...

Ma il tempo, il tempo chi me lo rende? Chi mi dà indietro quelle stagioni
di vetro e sabbia, chi mi riprende la rabbia e il gesto, donne e canzoni,
gli amici persi, i libri mangiati, la gioia piana degli appetiti,
l' arsura sana degli assetati, la fede cieca in poveri miti?
Come vedi tutto è usuale, solo che il tempo stringe la borsa
e c'è il sospetto che sia triviale l' affanno e l' ansimo dopo una corsa,
l' ansia volgare del giorno dopo, la fine triste della partita,
il lento scorrere senza uno scopo di questa cosa... che chiami... vita...
(Francesco Guccini - Lettera)

Jordi de Sant Jordi, trovatore catalano XIV secolo, L’amoroso cerchio

“Ogni giorno imparo e disimparo allo stesso tempo,
e vivo e muoio, e faccio del dispiacere piacere;
allo stesso modo faccio buon tempo del cattivo,
e vedo senza occhi e so senza sapere,
e nulla stringo e tutto il mondo abbraccio,
volo in cielo e non mi muovo da terra,
e inseguo ciò che mi fugge costantemente,
e fuggo ciò che mi segue e mi afferra.

Il male non mi piace e spesso me lo procuro,
amo senza amore e non credo a ciò che so,
mi pare di sognare tutto quanto ho sotto il naso,
ho odio di me e voglio molto bene ad altri,
e parlando taccio, e ascolto senza udire,
il sì credo sia no, il vero mi sembra falsità,
e mangio senza fame , e mi gratto senza prurito,
e palpo senza mani, e faccio del senno follia.

Quando voglio salire scendo senza girarmi
e scendendo salgo correndo in un alto luogo,
e ridendo piango e il vegliare è come dormire,
e quando sono freddo mi sento più caldo del fuoco,
e deliberatamente faccio ciò che non voglio,
e perdendo vinco e la fretta mi rallenta,
e senza dolore molte volte mi dolgo,
e confondo l’agnello innocente con la volpe falsa …”


L'ebreo che ride - Moni Ovadia (umorismo ebraico in otto lezioni e duecento storielle)


Haim Mandelstam, importante mediatore di affari, aveva sentito celebrare il sarto di Kovno, Shmul Pincherle, ed aveva deciso di ordinare proprio a lui il suo nuovo abito da cerimonia anche se Kovno non era decisamente dietro l'angolo per lui che stava a Minsk. Tutte le persone che più contano gli avevano detto che un abito di quel sarto era un'esperienza unica. Shmul Pincherle, il sarto, era un uomo ossuto che da bel pezzo aveva oltrepassato la settantina. La sua barba caprina si divideva in due corni, il labbro inferiore era notevolmente sporgente e gli occhi socchiusi permanentemente atteggiati nello sforzo di perfezionara la messa a fuoco. Verosimilmente, quelle caratteristiche di labbro, barba ed occhi, non erano caratteristiche somatiche, ma piuttosto il risultato di una postura o, se si vuole, di una smorfia derivata dallo spasimo di concentrazione che richiede l'infilare il filo nella cruna dell'ago, cosa che all'ultrasettantenne sarto Shmul Pincherle faceva ancora con mira infallibile e senza ingoiare gli spilli per l'imbastitura. Qualche che ne fosse la ragione, sta di fatto che ogni suo gesto veniva compiuto attraverso quella curiosa smorfia. E così, da sopra le spesse lenti dei pence-nez che portava conficcati in mezzo al naso, con quella stessa immutabile espressione aveva attentamente scrutato il suo nuovo cliente, il mediatore di affari Haim Mandelstam. Quello era anche il suo modo di prendere le misure. Le misure canoniche le prendeva solo per compiacere i clienti.
Shmul Pincherle aveva pregato il signor Mandelstam di fermarsi a Kovno per le prove di rito, poi lo aveva congedato: "Torni tra un mese, per prendere suo vestito".
Puntualmene Haim Mandelstam era tornato dopo un mese, ma si era sentito dire dal vecchio sarto: "Ce l'ho vauto dei problemi, torni tra un'altro mese".
E così, di mese in mese, Shmul Pincherle aveva rimandato il povero mediatore di affari per sei volte. Ma il settimo mese il vestito era finalmente pronto ed era sfolgorante: "Senta Shmul", commentà il mediatore di affari Mandelstam osservando compiaciuto il suo nuovo abito, "Il vestito è veramente eccezionale, ma se lo rende conto che lei c'ha impiegato sette mesi per finirlo, mentre il buon Dio, per fare tutto il mondo, ce l'ha messo sette giorni ?!?"
Scrutando l'abito con la sua smorfia abituale per non lasciarsi scappare la benchè minima imperfezione, il sarto Shmul Pincherle sospirò e dopo una studiata pausa osservò: "Qvelo che le dice è vero, caro signor Mandelstam ! Ma gvardi il mio vestito che bellezza e....la prego gvardi questo mondo che disastro !"

The cloak, the boat, and the shoes - W.B. Yeats

"What do you make so fai and bright ?"

"I make the cloak of Sorrow:
O lovely to see in all man's sight
shall be the cloak of Sorrow,
in all men's sight."

"What do you built with sails for flight ?"

"I built a boat for Sorrow:
O swift on the seas all day and night
saileth the rover Sorrow,
all day and night."

"What do you weave with wool so withe ?"

"I weave she shoes of Sorrow:
Soundless shall be the foot fall light
in all men's erars of Sorrow,
Sudden and light."


( arriveremo anche alle cose allegre ?? :-P )

G.L.F. ex leader dei C.C.C.P. , C.S.I. , P.G.R. ...ti prego fai un'altra decina di gruppi che mi piace questo giochino !!


La Scienza ha partorito la Tecnica assoggettata e schiava, poi fida consigliera serva all'umanità.
Da dove salta fuori la Teconologia ? Interessata a se stessa, ad espandersi senza limite. Indifferente alla scienza quanto all'umanità.
Chi s'azzarda ora, a parte il Papa, qualche reazionario oscuro e pochi illuminati preoccupati a voler definire confini inviolabili ?
Tecnologicamente le macchine si attrezzano. Tendono a proliferare autorigenerandosi. Stuoli di servitori umani accattivanti servili sfornano propaganda, fanno il lavoro sporco. Le macchine perfette neutre, intoccabili, tocano tutto ciò che è risaputo e ovvio: sono il bene nostro.
Noi le bramiamo a costo di essere protesi, definite, smontabili e scambiabili di una entità vivente nuova sulla terra che possiede un codice linguistico e balbetta, ancora utilizzandoci, le sue prime parole. L'intelligenza virtuale impone per proprio percorso la genetica nostra.

All'esser uomo e donna resta tutto il Divino che risce a penetrare il quotidiano.
Resta il sapere arcaico che, obiliato, è salvo.
Resta la fantaScienza a venire, connubio di vissuta liturgia
e spazio siderale della mente.
Resta il potere del corpo messo alle strette.
Questo la macchina non sa, non crede, non può intendere.

Fatevi avanti, monache, monaci, famiglie in carne e sangue d'amore.
Santi, poeti, eroi, navigatori astrali.
La nuova età di mezzo è già in atto.
Tocca a voi l'onere e l'onore di traghettarla al poi.
Ne sarete capaci, di buon grado, se l'amerete per quella che è, la vostra età.
Il tempo dell'amore a chi lo fa e della castità per chi
in cuor suo d'altro interesse sa.
Un giorno dopo l'altro e le notti.
Il tempo del lavoro e il tempo di preghiera. Sereni."
Contenti. Ora et labora. "

L'anno della morte di Riccardo Reis - Jose Saramago

" Orbene, Riccardo Reis è uno spettatore dello spettacolo del mondo, saggio se questa fosse saggezza, estraneo e indifferente per educazione e atteggiamento, ma agitato per il passaggio di una semplice nuvola, in fondo è tanto facile capire gli antichi greci e romani quando credevano di muoversi tra Dei, sotto i loro sguardi in ogni momento e luogo, all'ombra di un albero, accanto ad una fonte, nell'interno denso e rumoroso di una foresta, in riva al mare o sulle onde, a letto con chicchesia, una donna umana, o dea, se lo voleva lei.
Manca a Riccardo Reis un cagnolino da cieco, un bastone, una luce davanti, che questo mondo e questa Lisbona sono una nebbia scura dove si perdono il sud e il nord, l'est e l'ovest, dove l'unica via aperta va verso il basso, se un uomo si abbandona precipita giù, manichino senza gambe nè testa."

I tempi stanno cambiando - Bob Dylan

Venite intorno gente
dovunque voi vagate
ed ammettete che le acque
attorno a voi stanno crescendo
ed accettate che presto
sarete inzuppati fino all'osso.
E se il tempo per voi
rappresenta qualcosa
fareste meglio ad incominciare a nuotare
o affonderete come pietre
perché i tempi stanno cambiando.

Il volto e l'immagine


" L'uomo vive come in presenza di qualcosa che è andato perduto e che egli deve ritrovare, pena la perdita di se. E' dato a se stesso come uno del quale si è dimenticato, e quindi la sua vera vita consiste nel ricordare a se stesso la propria realtà (...).
La realtà perduta rappresenta per l'uomo un valore così grande che quando egli viene a sapere qualcosa su di essa, vende tutto ciò che possidere per comprarla. La realtà perduta è come la perla evangelica. "