Unicredit stamattina aveva aperto in forte rialzo per poi venir sospesa per eccesso di ribasso. Dopo la direttiva Consob in poco meno di mezz'ora Unicredit è passata da un calo del -5% a un guadagno del 7,2%.
Non ci voleva un genio per capire che sul titolo è in corso una grossa manovra speculativa, probabilmente pilotata da coloro che in qualche modo sono stati artefici a suo tempo del disastro dei subprime. Quando si lavora con i soldi degli altri è facile prendersi dei rischi di dimensioni stratosferiche. Basta guardare la fine di Lehman Brothers e compagnia bella.
Sul mercato ormai circolava di tutto: problemi di liquidità e dubbi sulla solidità della sua struttura finanziaria (smentiti), le voci di dimissioni dell'amministratore delegato Alessandro Profumo (smentite), un board straordinario alle 14.00 (smentito), buchi nei conti di Bank of Austria (smentito), aumento di capitale (smentito), smembramento tra Santander e Intesa (mai preso seriamente in considerazione).
Va bene che i rumors sono il sale della borsa, ma in certi casi si esagera. Per colpa di queste voci Unicredit è caduta sui minimi dal dicembre del 1997. Intanto una nota pubblicata oggi da Credit Suisse scrive che il gruppo, "non dovrà fare nessun aumento di capitale". La banca d’affari conferma il giudizio “outperform” con un prezzo obiettivo di 5,2 euro.
Sempre stamattina Unicredito ha annunciato l’ok del cda al conferimento di parte del proprio portafoglio immobiliare ad un fondo chiuso. L’operazione dovrebbe portare a un miglioramento del core Tier 1, indice di solidità finanziaria, dello 0,15%. Un ulteriore miglioramento dello 0,12%, “arriverà da alcune transazioni già completate, le operazioni sono in linea con il raggiungimento degli obiettivi per un core Tier I al 6,2%". Il gruppo ha escluso di avere ancora allo studio una partnership commerciale con una banca d’affari.
Ieri sera, a Borsa chiusa l'Ad Alessandro Profumo ha dichiarato che non può confermare i target di fine anno visto il profondo cambiamento dello scenario di fondo e questo secondo noi è un’ulteriore dimostrazione della serietà del management.
Unicredit stamattina aveva aperto in forte rialzo per poi venir sospesa per eccesso di ribasso. Dopo la direttiva Consob in poco meno di mezz'ora Unicredit è passata da un calo del -5% a un guadagno del 7,2%.
Non ci voleva un genio per capire che sul titolo è in corso una grossa manovra speculativa, probabilmente pilotata da coloro che in qualche modo sono stati artefici a suo tempo del disastro dei subprime. Quando si lavora con i soldi degli altri è facile prendersi dei rischi di dimensioni stratosferiche. Basta guardare la fine di Lehman Brothers e compagnia bella.
Sul mercato ormai circolava di tutto: problemi di liquidità e dubbi sulla solidità della sua struttura finanziaria (smentiti), le voci di dimissioni dell'amministratore delegato Alessandro Profumo (smentite), un board straordinario alle 14.00 (smentito), buchi nei conti di Bank of Austria (smentito), aumento di capitale (smentito), smembramento tra Santander e Intesa (mai preso seriamente in considerazione).
Va bene che i rumors sono il sale della borsa, ma in certi casi si esagera. Per colpa di queste voci Unicredit è caduta sui minimi dal dicembre del 1997. Intanto una nota pubblicata oggi da Credit Suisse scrive che il gruppo, "non dovrà fare nessun aumento di capitale". La banca d’affari conferma il giudizio “outperform” con un prezzo obiettivo di 5,2 euro.
Sempre stamattina Unicredito ha annunciato l’ok del cda al conferimento di parte del proprio portafoglio immobiliare ad un fondo chiuso. L’operazione dovrebbe portare a un miglioramento del core Tier 1, indice di solidità finanziaria, dello 0,15%. Un ulteriore miglioramento dello 0,12%, “arriverà da alcune transazioni già completate, le operazioni sono in linea con il raggiungimento degli obiettivi per un core Tier I al 6,2%". Il gruppo ha escluso di avere ancora allo studio una partnership commerciale con una banca d’affari.