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mercoledì 2 settembre 2009

RESISTERE, RESISTERE A TUTTI I FELTRI DEL MONDO

Riporto dal sito Piùvoce.net:

RESISTERE, RESISTERE A TUTTI I FELTRI DEL MONDO

Resistere, resistere, resistere.
Resistere alla tentazione di darla vinta a un giornalista dai metodi squadristici, che per difendere il suo padrone pensa sia sufficiente crocifiggere un collega, al motto “colpirne uno per educarne cento”.
Resistere alle sirene di chi vuol portare la divisione nel tuo campo, sociale e comunitario, in nome di presunte appartenenze e convenienze politiche.
Resistere ai tentativi di chi vuole ridurre tutta la vita, quella che ci è data e quella che ci resta, a uno squallido scambio: il silenzio in nome di concessioni che altro non sono – a ben guardare – che sacrosanti diritti.
Giusto tre motivi, buttati lì con nonchalance, per scacciare tutte le tentazioni di farci da parte. Loro ci hanno regalato questo bipolarismo, nel quale se critichi sei un nemico e se apprezzi sei un venduto. Un “regime” culturale in cui la libertà intellettuale è considerata merce fuori mercato. Roba da far impallidire Montesquieu, Toqueville e tutti i padri delle moderne Costituzioni. A proposito: dove sono finiti tutti i garantisti in servizio permanente effettivo?
A lorsignori la responsabilità di ripristinare la pratica democratica e garantire un futuro alla Repubblica, senza veleni e senza veline.

Domenico Delle Foglie

mercoledì 27 febbraio 2008

La bufala dell'informazione pubblica

Riporto da una e.mail inviatami da un amico:
Qualche giorno fa i telegiornali e i giornali italiani hanno dato risalto a un documento approvato dall'ordine dei medici (e diffuso dal suo presidente nazionale) nel quale si dava un forte sostegno alla legge 194. Il giorno dopo Avvenire rivelava che in realtà era stato approvato un documento completamente diverso e che quello pubblicizzato non era stato votato ma era stato semplicemente presentato (insieme ad un'altra decina di documenti): la notizia del giorno prima era sostanzialmente una bufala. Il giorno successivo nessun giornale è entrato nel merito della vicenda ma si sono tutti limitati a denunciare lo scontro in atto: eppure bastava intervistare qualche presidente provinciale dell'ordine dei medici cioè bastava agire un minimo da giornalisti. Il giorno dopo ancora (e siamo a ieri) è Avvenire che riporta le interviste a diversi presidenti provinciali dimostrando così di aver ragione; qualcuno di loro chiede anche le dimissioni del presidente nazionale. Oggi nessun giornale dice niente.
Il risultato è che nell'opinione comune una bufala è passata per realtà. Mi chiedo se è solo cattivo giornalismo oppure ideologia, conformismo o qualcos'altro ancora.

Nicola