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domenica 16 novembre 2008

"Italia" è un nome alloctono

"Si è svegliato il maestrale, la punta d'Italia sembra navigare controvento verso nord-ovest.
L' Etna è ora color prugna, un dio vicinissimo. Forse venne da li il nome di questo sciagurato e benedetto paese. Quando videro il gigante di fuoco, i naviganti fenici lo battezzarono "Isola della montagna divina", che in ebraico - lingua affine al fenicio - fa "Yi Tel Yah".
E' l'ora in cui il Tirreno si gonfia e preme tra Scilla e Cariddi, forma un fiume che spumeggia nello Ionio.
La corrente è tale che ogni tanto strappa dal fondo pesci mostruosi per abbandonarli sulla battigia.
Passa una vela al largo. Ha la stessa velocità delle schiume.
E sembra ferma."
(La leggenda dei monti naviganti - Paolo Rumitz)

domenica 11 maggio 2008

"Il sacro è prima di tutto una cosa vuota. Un sacello, una conchiglia che amplifica le vibrazioni del cosmo...

Padre Arrigo, giovane monaco con base a Camaldoli, in Toscana, mi dice che il silenzio è "guardiano del mistero", rende possibili "percezioni inaudite", fa del passare del tempo una perfetta celebrazione.
Ma il silenzio è anche disponibilità, accoglienza, stupore; e queste, insiste, sono qualità al femminile.

La sera, in refettorio, me ne ha lungamente parlato il Priore Alessandro.
"Esiste il silenzio vuoto, totalitario, che ti schianta. E c'è il silenzio pieno, dello spazio sacro che ti riempie. I monaci cercano il secondo".
Il greco dice già tutto. 
Erema: dolcemente, quietamente, tacitamente, lentamente. 
Eremazo: sono quieto, silenzioso, melanconico.
Eremei: sto calmo, zitto, saldo, immobile.

Nell'era del rumore, la scelta del silenzio è rivolta, atto di guerra e amore, rivendicazione di libertà. Ma forse anche nell'anno Mille, tempo del fondatore Romualdo, era la stessa cosa."

(Paolo Rumiz - La leggenda dei monti naviganti)