Visualizzazione post con etichetta medioevo. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta medioevo. Mostra tutti i post

sabato 9 febbraio 2008

Le parole per guardarle

"Ogni mente chiusa nel linguaggio è capace solo di opinioni.
Ogni mente capace di afferrare pensieri inesprimibili è già nella verità."
(Simone Weill)

...Il giovane Ugo da San Vittore era stato iniziato alla lettura di tipo monastico. Principalmente egli "ascoltava" il libro assimilando il suono delle righe (voces paginorum), in cerca della sapienza piuttosto che della conoscenza.
Per lui la pagina non era la registrazione della parola ma la rappresentazione visiva di un pensiero e la lettura era una forma di pellegrinaggio, un'atto di incarnazione anzichè di astrazione.
Il libro, a quel tempo, veniva portato solennemente in processione, come un oggetto di culto o una reliquia degna di adorazione. Durante la liturgia lo si illuminava con un cero particolare ed era oranto con l'incenso. Ugo si trovava alla fine di una tradizione di lettura mormorata, medidativa, gustativa che ha inizio con i padri della chiesa, specialmente Agostino.
Fu proprio Agostino che però, pieno di meraviglia, una notte fece la scoperta che era possibile leggere in silenzio; egli imparò quest'arte al fine di non svegliare i confratelli, con le sue meditazioni.
Nel 1240 era già in auge un rivoluzionario sistema di consultazione rapida, il nuovo sistema di impaginazione che si afferma utilizza i sommari di testa, i paragrafi, le evidenziazioni con l'inchiostro rosso mercurio, addirittura le introduzioni, il volume viene frazionato e imbrigliato in capitoli successivi che sono poi elencati nell'indice generale...
Il testo comincia a "galleggiare" sulla pagina, diventa autonomo, si radica nel libro. Il libro che in precedenza si poteva leggere solo dall'inizio alla fine, ora diventa accessibile in qualsiasi punto e chi legge si sente spinto ad abbreviare i passaggi, a sorvolare su alcune parti, a tralasciare qualcosa.
Così la lettura da esercizio spirituale si trasforma in una disciplina scolastica; la scrittura perde la sua sacralità e si degrada a comunicazione.
Perciò ogni qual volta che le parole sono di nuovo composte per essere mostrate e divengono cioè parole da guardare, è come se riacquistassero mille significati e mille profumi...

domenica 3 febbraio 2008

Qui comincia il nuovo compianto d'oltremare (canzone di crociata del XII)









"Giovani scudieri dal pelo matto,
mi rammarico molto della vostra insensatezza,
perchè non vi preoccupate di fare alcuna cosa utile
ne migliorate in alcunchè.
Sebbene discendiate da uomini di valore
(così come li conobbi li definisco),
voi siete stupidi e fatui
non curando i doveri del vostro rango.
Avete vergona di vedere un uomo valoroso.
I vostri sparvieri sono molto più desti di voi,
è la verità;
ve ne sono tali infatti che, non appena li lanciate,
vi portano l'allodola sulla mano.
Sia sprezzato chi si vanta di voi:
non si vanta certo Dio nè il vostro paese;
Il più saggio di voi è uno svanito sciocco".