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mercoledì 1 ottobre 2008

Aggiornamento su Unicredit

UNICREDIT (2,78 eu) inverte rotta e ora guadagna il 7% a 2,77 eu. La Consob ha finalmente varato norme più restrittive sulle vendite allo scoperto di azioni di banche ed assicurazioni, il provvedimento è entrato in vigore dalle 14.00 e terminerà alla mezzanotte del 31 ottobre e stabilisce che queste operazioni devono essere assistite dalla proprietà dei titoli da parte dell'ordinante.
Unicredit stamattina aveva aperto in forte rialzo per poi venir sospesa per eccesso di ribasso. Dopo la direttiva Consob in poco meno di mezz'ora Unicredit è passata da un calo del -5% a un guadagno del 7,2%.

Non ci voleva un genio per capire che sul titolo è in corso una grossa manovra speculativa, probabilmente pilotata da coloro che in qualche modo sono stati artefici a suo tempo del disastro dei subprime. Quando si lavora con i soldi degli altri è facile prendersi dei rischi di dimensioni stratosferiche. Basta guardare la fine di Lehman Brothers e compagnia bella.
Sul mercato ormai circolava di tutto: problemi di liquidità e dubbi sulla solidità della sua struttura finanziaria (smentiti), le voci di dimissioni dell'amministratore delegato Alessandro Profumo (smentite), un board straordinario alle 14.00 (smentito), buchi nei conti di Bank of Austria (smentito), aumento di capitale (smentito), smembramento tra Santander e Intesa (mai preso seriamente in considerazione).
Va bene che i rumors sono il sale della borsa, ma in certi casi si esagera. Per colpa di queste voci Unicredit è caduta sui minimi dal dicembre del 1997. Intanto una nota pubblicata oggi da Credit Suisse scrive che il gruppo, "non dovrà fare nessun aumento di capitale". La banca d’affari conferma il giudizio “outperform” con un prezzo obiettivo di 5,2 euro.
Sempre stamattina Unicredito ha annunciato l’ok del cda al conferimento di parte del proprio portafoglio immobiliare ad un fondo chiuso. L’operazione dovrebbe portare a un miglioramento del core Tier 1, indice di solidità finanziaria, dello 0,15%. Un ulteriore miglioramento dello 0,12%, “arriverà da alcune transazioni già completate, le operazioni sono in linea con il raggiungimento degli obiettivi per un core Tier I al 6,2%". Il gruppo ha escluso di avere ancora allo studio una partnership commerciale con una banca d’affari.
Ieri sera, a Borsa chiusa l'Ad Alessandro Profumo ha dichiarato che non può confermare i target di fine anno visto il profondo cambiamento dello scenario di fondo e questo secondo noi è un’ulteriore dimostrazione della serietà del management.
Unicredit stamattina aveva aperto in forte rialzo per poi venir sospesa per eccesso di ribasso. Dopo la direttiva Consob in poco meno di mezz'ora Unicredit è passata da un calo del -5% a un guadagno del 7,2%.
Non ci voleva un genio per capire che sul titolo è in corso una grossa manovra speculativa, probabilmente pilotata da coloro che in qualche modo sono stati artefici a suo tempo del disastro dei subprime. Quando si lavora con i soldi degli altri è facile prendersi dei rischi di dimensioni stratosferiche. Basta guardare la fine di Lehman Brothers e compagnia bella.

Sul mercato ormai circolava di tutto: problemi di liquidità e dubbi sulla solidità della sua struttura finanziaria (smentiti), le voci di dimissioni dell'amministratore delegato Alessandro Profumo (smentite), un board straordinario alle 14.00 (smentito), buchi nei conti di Bank of Austria (smentito), aumento di capitale (smentito), smembramento tra Santander e Intesa (mai preso seriamente in considerazione).

Va bene che i rumors sono il sale della borsa, ma in certi casi si esagera. Per colpa di queste voci Unicredit è caduta sui minimi dal dicembre del 1997. Intanto una nota pubblicata oggi da Credit Suisse scrive che il gruppo, "non dovrà fare nessun aumento di capitale". La banca d’affari conferma il giudizio “outperform” con un prezzo obiettivo di 5,2 euro.

Sempre stamattina Unicredito ha annunciato l’ok del cda al conferimento di parte del proprio portafoglio immobiliare ad un fondo chiuso. L’operazione dovrebbe portare a un miglioramento del core Tier 1, indice di solidità finanziaria, dello 0,15%. Un ulteriore miglioramento dello 0,12%, “arriverà da alcune transazioni già completate, le operazioni sono in linea con il raggiungimento degli obiettivi per un core Tier I al 6,2%". Il gruppo ha escluso di avere ancora allo studio una partnership commerciale con una banca d’affari.

Ieri sera, a Borsa chiusa l'Ad Alessandro Profumo ha dichiarato che non può confermare i target di fine anno visto il profondo cambiamento dello scenario di fondo e questo secondo noi è un’ulteriore dimostrazione della serietà del management.

martedì 30 settembre 2008

L'economia, come del resto ogni aspetto della vita, senza la Verità impazzisce.

Sembra impossibile, ma è successo.
L'intero sistema finanziario Americano, che fino ad oggi ha trainato l'intera economia mondiale, sta collassando per la negligenza e la superficialità di un sistema che, per sopravvivere, era ormai costretto ad autoalimentarsi, cibandosi di se stesso e di prede inermi.
Ma questo non può essere tutto.
La realtà è che lo stato che si arroga la responsabilità di mantenere l'ordine e la democrazia, con le buone o con le cattive, in ogni luogo su questa terra, si è tirato indietro nel momento in cui è stato chiamato ad essere responsabile di se stesso.
Nessuno, per motivi di convenienza elettorale o di portafoglio, ha avuto il coraggio di farsi carico del più grande disastro che la finanza ricordi. Né i politici che hanno avuto paura di votare un provvedimento impopolare con le elezioni presidenziali oramai alle porte, né i cittadini americani che si sono rifiutati di pagare per gli errori di quei broker (banditi) che operavano però nell'unica maniera possibile per far credere al cittadino medio, americano e non, di vivere sempre sotto le luci del "sogno americano".
Non avendo avuto il coraggio di salvare se stessa l'America ha di fatto gettato nella insicurezza i mercati finanziari di tutto il mondo, lasciando aperte le porte a qualsiasi fosco scenario.

Ma....c'è una considerazione da fare !
Non è immaginabile che il congresso non approvi, o prima o dopo le elezioni, un piano di salvataggio per l'economia americana. Con tutta probabilità si sta aspettando il momento politicamente più favorevole (e meno politicamente corretto) per approvare i provvedimenti necessari...i miliardi di dollari che si sono volatilizzati in una sola serata, e che da soli avrebbero potuto risolvere il problema della fame nel mondo, non sono stati un deterrente necessario per risolvere la situazione con la tempestività necessaria.

Nello spicciolo:
  • Una valutazione a parte deve essere fatta per la condizione di salute delle banche europee ed in particolare italiane, sicuramente entrambe meno esposte alla crisi.Rischiano, a mio avviso, maggiormente i colossi, le banche "importanti" per intendersi, per il semplice fatto che soltanto banche di una certa importanza hanno avuto la possibilità ad esporsi in legami particolarmente stretti con società e banche Usa.
  • Non vedo di buon occhio nemmeno tutte quelle banche che offrono rendimenti sui conti correnti superiori all' Euribor... (quando si offrono rendimenti superiori a quel tasso di interesse o li si mantengono per poco o ci si accolla una percentuale di rischio).
  • Rimane pericoloso tutto il settore obbligazionario (eccezion fatta per i titoli di stato) e ovviamente quello azionario. Chi è liquido fa bene a rimanerlo o ad investire in Btp, Cct o Ctz, niente di più complesso e prefiggendosi sempre scadenze a breve termine.
  • Se si possiedono polizze assicurative è bene farsi dare dalla banca il prezzo aggiornato ! Bisogna fare attenzione perchè qualche banca tende a dare i prezzi di luglio o a comunicare il valore nominale della polizza. Si deve esigere il prezzo REALE.