" Orbene, Riccardo Reis è uno spettatore dello spettacolo del mondo, saggio se questa fosse saggezza, estraneo e indifferente per educazione e atteggiamento, ma agitato per il passaggio di una semplice nuvola, in fondo è tanto facile capire gli antichi greci e romani quando credevano di muoversi tra Dei, sotto i loro sguardi in ogni momento e luogo, all'ombra di un albero, accanto ad una fonte, nell'interno denso e rumoroso di una foresta, in riva al mare o sulle onde, a letto con chicchesia, una donna umana, o dea, se lo voleva lei.
Manca a Riccardo Reis un cagnolino da cieco, un bastone, una luce davanti, che questo mondo e questa Lisbona sono una nebbia scura dove si perdono il sud e il nord, l'est e l'ovest, dove l'unica via aperta va verso il basso, se un uomo si abbandona precipita giù, manichino senza gambe nè testa."
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domenica 16 dicembre 2007
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