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lunedì 1 dicembre 2008

In altri luoghi















Seno di bosco discende
al ritmo di montuose fiumare.
Questo ritmo mi rivela Te,
il Verbo Primordiale.
Com’è stupendo il Tuo silenzio
in tutto ciò che da ogni dove propaga
un mondo reale…
che assieme al seno di bosco
scende giù da ogni versante…
tutto ciò con sé trascina
l’argentata cascata del torrente,
che dal monte cade ritmato,
- dove trasportato ?
Che hai detto torrente di monte ?
In che luogo t’incontri con me ?
Che me che sono altresì perituro
come te siffatto…
Ma cosiffatto come te ?
(Di fermarmi qui, acconsenti –
consentimi di fermarmi al varco,
ecco uno di quei semplici portenti.)
Non si stupisce una fiumara scendente
e silenziosamente discendono i boschi
al ritmo del torrente
- però un umano si meraviglia.
Il varco che un mondo trapassa attraverso
l’uomo
è dello stupore la soglia,
(una volta questo portento
fu nominato “Adamo”)
Ed era solo, col suo stupore,
tra le creature senza meraviglia
- per le quali esistere e trascorrere era
sufficiente.
L’uomo con loro, scorreva
sull’onda dello stupore !
Meravigliandosi, sempre emergeva
dal maroso che lo trasportava,
come per dire a tutto il mondo:
“Fermati ! – in me hai un porto,
in me c’è quel luogo d’incontro
col Primordiale Verbo” –
“fermati questo trapasso ha un senso,
ha un senso…ha un senso… ha un senso !”.

martedì 22 gennaio 2008

La bottega dell'orefice

Le fedi non rimasero in vetrina.
L'orefice ci guardò a lungo negli occhi
Saggiando per l'ultima volta il prezioso metallo
diceva cose profonde. In modo sorprendente
si fissavano nella mia memoria.

Il peso di queste fedi d'oro
- così disse - non è il peso del metallo.
Questo è il peso specifico dell'essere umano,
di ognuno di voi
e di voi due insieme.
Ah, il peso specifico di un'essere umano !
Potrebbe essere ancora più gravoso
e insieme più inafferrabile ?
E' questo il peso della gravità costante
legata al nostro breve volo.
Il volo prende forma di spirale, di ellisse...
Ah, il peso specifico dell'uomo !
Questa incrinatura, questo gorviglio, questo fondo,
questo appigliarsi, quando divene tanto difficile
distogliere il cuore, il pensiero.
E in mezzo a tutto questo - la libertà,
una libertà, talvolta follia,
la follia di libertà che si impiglia nel groviglio.
E in mezzo a tutto questo - l'amore
che sgorga dalla libertà
come una sorgente dal suolo.
Ecce Homo ! Non è limpido
né solenne
né semplice
semmai - mistero.
Questo, un uomo solo - e due ?
e quattro, e cento, e un milione ??
Moltiplica tutto questo
(moltiplica la grandezza per la debolezza)
- e avrai il risultato dell'umanità,
il risultato della vita umana.

Karol Wojtyla - Giovanni Paolo II