Visualizzazione post con etichetta scrat. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta scrat. Mostra tutti i post

lunedì 6 ottobre 2008

E finalmente anche un po di cultura...

(oggi mi è presa male)

La dama con l'ermellino

La dama con l'ermellino è un dipinto ad olio su tavola di cm 54,8 x 40,3 realizzato tra il 1488 ed il 1490 dal pittore Leonardo da Vinci, nel periodo milanese. La donna ritratta si pensa sia Cecilia Gallerani.

Lo schema del ritratto quattrocentesco, a mezzo busto a 3/4, viene superato da Leonardo che concepisce una figura che accenna una lieve rotazione nello spazio. La figura emerge dall'oscurità del fondo grazie al calibrato gioco di luce e d'ombre

Vi è corrispondenza tra il punto di vista di Cecilia e dell'ermellino; l'animale infatti sembra identificarsi con la fanciulla, per una sottile comunanza di tratti . In particolare, gli sguardi dei due sono intensi e allo stesso tempo candidi,

La dama volge il capo come se stesse per rivolgersi a qualcuno che sta sopraggiungendo nella stanza ed al tempo stesso ha l'imperturbabilità solenne di un'antica statua.
Un impercettibile sorriso aleggia sulla labbra di Cecilia: per esprimere un sentimento Leonardo preferiva accennare alle emozioni piuttosto che renderle esplicite.
Le lunghe, eleganti dita di Cecilia che accarezzano l'animale testimoniano la sua delicatezza e la sua grazia L'ermellino è dipinto con precisione e vivacità. Per il suo pelo bianco, l'animale era considerato simbolo di purezza.

Dall'analisi ai raggi X emerge che dietro la spalla sinistra della dama era anticamente dipinta una finestra;

Il significato dell'ermellino

L'ermellino sottintendeva una sottile sciarada intellettuale perché in greco si chiama galere, quindi richiama il nome Gallerani. Inoltre nei bestiari medievali l'ermellino rappresentava alcune virtù, tra cui l'equilibrio e la pacatezza; in uno di questi, "il Fiore di Virtù", l'ermellino è infatti citato come emblema di moderazione. Leonardo, che lo aveva riassunto e commentato, vi annotava: "L'ermellino per la sua moderanza non mangia se non una sola volta al dì, e prima si lascia pigliare dai cacciatori che voler fuggire nell'infangata tana, per non maculare la sua gentilezza". Il commento è accompagnato da un disegno che illustra la leggenda secondo la quale per catturare l'ermellino basta sporcare di fango l'imboccatura della tana perché in tal modo l'animale rifiuterà di rifugiarvisi per non imbrattare la candida pelliccia. La citazione della "moderanza" non stona se riferita a una donna colta e universalmente apprezzata come la Gallerani. Nelle intenzioni di Leonardo tali virtù sarebbero, quindi, state trasferite di riflesso a Cecilia Gallerani, grazie anche all'atteggiamento praticamente identico della dama e dell'animale. L'analogia tra la giovane donna e l'animale potrebbe stare anche nel fatto che entrambi sono aggressivi e non addomesticabili, pur riuscendo lei ad addomesticare l'ermellino.

Ma la costellazione dei rimandi non si esaurisce qui: un riferimento potrebbe essere stato fatto a Ludovico il Moro che, nel 1488, aveva ottenuto dal Re di Napoli la prestigiosa investitura dell'Ordine dell'Ermellino. Ma la tipologia "politica" non sembra fosse la prediletta di Leonardo: egli amava invece attingere ad un repertorio allegorico moraleggiante, ricavato dai bestiari medioevali.

Una terza teoria porta a pensare che il soggetto sia La Belle Ferronnière, soprannome di Madame Ferron, amante di Francesco I di Francia. A sostenere ciò vi è la scritta apocrifa, in alto a sinistra, "LA BELE FERONIERE LEONARD DA WINCI". Si ritiene questa tesi errata, però, proprio perché l'iscrizione non è originale, ma aggiunta successivamente.