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mercoledì 15 aprile 2009

Quando ci si sente fortunati

Mi ritengo fortunato ad abitare nel centro Italia, qui gli eccessi del nostro "bel paese" si stemperano e si bilanciano senza creare eccessivi scompensi o estremismi. Mi ritengo fortunato perché non esiste una questione "del centro Italia" paragonabile a quella del sud e men che mai nessuno si sognerebbe di osannarci come una locomotiva industriale. Addirittura in casi come quelli della riforma scolastica del Ministro Gelmini sono felice anche di essere Fiorentino.
Perché ?
Perché è dai tempi degli Etruschi che noi non crediamo ai ciarlatani, a chi sorride sempre e promette di risolverci tutti i nostri problemi senza che si debba far troppa fatica.
Inoltre se un governo, dopo averci promesso di tutto e di più, continuasse a portarci via posti di lavoro e risorse in maniera quasi sfacciata, non dico che faremmo chi sa cosa...ma se non altro non lo voteremmo più.
Mi domando quando si sveglierà il sud, dove da sempre alle elezioni vincono sempre i soliti, perché leggendo i giornali, economici e non, ci si rende conto che la situazione per loro non è per niente rosea.

Riporto da Repubblica:

"Assunzioni al Nord ed esuberi al Sud. Comincia a delinearsi in maniera abbastanza chiara l'impatto dei tagli agli organici della scuola voluta la scorsa estate dalla coppia Tremonti-Gelmini. Nelle regioni meridionali, complice - ma non troppo - il calo degli alunni, le pochissime classi a tempo pieno alla primaria e edifici scolastici più "sgarrupati" che altrove, salteranno quasi tutte le supplenze annuali conferite quest'anno e parecchi docenti di ruolo saranno costretti al cosiddetto esubero (sovrannumero). Una situazione che rischia di diventare esplosiva, al limite dell'emergenza sociale, perché al Sud le opportunità di lavoro si assottigliano giorno per giorno e il canale della scuola costituisce uno sbocco naturale per migliaia di laureati e diplomati.
Nelle otto regioni meridionali per effetto del taglio di 42 mila posti deliberato dal governo salteranno 20 mila cattedre. I pensionamenti sono poco più di 13 mila e 4 mila sono le cattedre attualmente vacanti. Risultato: precariato azzerato e circa 700 esuberi. Cioè, altrettanti insegnanti di ruolo che si ritroveranno dal prossimo settembre senza cattedra. Per loro si apre un periodo di incertezza: dovranno cercarsi un posto in un'altra scuola o nel frattempo si riuscirà a trovare una soluzione meno traumatica? Il rischio per i malcapitati è di doversi spostare a decine di chilometri di distanza dalla scuola di attuale servizio."