Visualizzazione post con etichetta politica. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta politica. Mostra tutti i post

martedì 9 marzo 2010

Dell’inermità della fede

Quando i cristiani manifestano sfiducia nella forza evangelica propria dell’umiltà cristiana e dell’inermità della fede, quando progettano una «religione civile» cercando di instaurare presidi e tentando alleanze strategiche con chiunque offra un appoggio alla forza di pressione cristiana nei confronti della società, allora confondono la chiesa con il regno di Dio, progettano una cristianità che appartiene al passato, che non può essere risuscitata e che, soprattutto, contraddice la buona notizia di Gesù.

mercoledì 18 febbraio 2009

Mi ricorda il P.D. ...

"Sai cos'è bello, qui? Guarda: noi camminiamo, lasciamo tutte quelle orme sulla sabbia, e loro restano lì, precise, ordinate. Ma domani, ti alzerai, guarderai questa grande spiaggia e non ci sarà più nulla, un'orma, un segno qualsiasi, niente. Il mare cancella, di notte. La marea nasconde. È come se non fosse mai passato nessuno. È come se noi non fossimo mai esistiti. Se c'è un luogo, al mondo, in cui puoi pensare di essere nulla, quel luogo è qui. Non è più terra, non è ancora mare. Non è vita falsa, non è vita vera. È tempo. Tempo che passa. E basta." (Alessandro Baricco - Oceano Mare)

giovedì 5 febbraio 2009

Che schifo...

Leggo adesso che:
- I medici potranno denunciare gli immigrati clandestini che si recano da loro per essere curati.
- Gli enti locali potranno avvalersi di "associazioni di cittadini volontari" per la segnalazione di «eventi che possano arrecare danno alla sicurezza urbana ovvero di situazioni di disagio sociale agli organi di polizia locale e alle forze di polizia». Queste ronde dovranno essere armate.
Grazie ai nostri lungimiranti politici, evidentemente a digiuno di ogni concetto di dignità umana, avremo ammalati che non andranno a farsi curare per paura di essere denunciati mettendo a repentaglio la propria salute e quella di tutti.
Inoltre con la legalizzazione delle "ronde cittadine" sapremo dove andare a cercare molti di quei ragazzi che per noia si divertono a picchiare o bruciare extracomunitari. Comodo no ?
A breve mi aspetto che venga ammainata la bandiera tricolore a favore di quella uncinata.
Povera Italia...

martedì 23 settembre 2008

L'Italia di Homer Simpson

Dal Corriere della Sera:

Meno bici, più Suv
Cani giù dai treni



L'Italia di Homer

Bando ai sinistrismi, bando ai dietrismi. Quel che succede non succede perché la destra è becera, gli amministratori delegati sono cattivi, l'intera classe dirigente è al soldo delle multinazionali del petrolio e/o di fondi sovrani. Mettendo in fila tanti piccoli fatti italiani la realtà è più semplice: siamo governati da Homer Simpson, quello dei cartoni. Il simpatico padre di famiglia trippone, fannullone in una centrale nucleare. Homer inquina più che può; è egoista, cialtrone, avido, politicamente scorretto, decisionista surreale. Alcune decisioni recenti, per dire, sono chiaramente sue. Ad esempio:

Meno bici più gipponi

Il Comune di Milano (tasso di smog pari alla simpsoniana Springfield) aveva approvato finanziamento e costruzione di sei nuove piste ciclabili, così, per traversare il centro pedalando senza venire uccisi. Roba da sciurette. Perciò: dopo una consultazione con Homer, gli assessori competenti hanno bloccato il tratto Duomo-Porta Nuova e altri cinque percorsi. Utili per i «bacarospi» (direbbe Homer) che pedalano; disastrosi per i portatori sani e virili di auto e Suv. Le piste cancellerebbero centinaia di parcheggi. Essenziali per chi sta in centro, si muove solo in auto, ha partners che vogliono trascinarli a fare giri in bici. Senza piste sicure, avrà i soliti buoni motivi per starsene a bere birra davanti alla tv. Alla Homer.

Butta Fido dal treno

Forse memore dei guai provocati dal suo maiale in The Simpson-Il film (in molti ricorderanno l'aria «Spider Pork-Spider Pork/il soffitto tu mi sporc»), Homer ha preso in mano l'emergenza-zecche di Trenitalia. E ha suggerito di vietare il trasporto su rotaia ai cani che pesano più di sei chili, cioè quasi tutti. Ciò non eliminerà le zecche (scommettiamo?) ma svuoterà un po' i vagoni e affollerà allegramente le autostrade; di famiglie tipo Simpson, costrette a prendere l'auto causa animale domestico (consigliata la soluzione uber-homeriana usata una volta dal repubblicano americano Mitt Romney: il cane viaggiò legato al tetto).

Chi governa deve anche divertirsi e divertire. Perciò Homer ha mandato due ministri, Maroni (Interni) e La Russa (Difesa) a farsi fotografare sugli aerei militari travestiti da top gun. Ma la divisa è uguale a quella della centrale di Springfield (le foto sono sul Corriere.it, Homer è lì che clicca e ride, anche lui ama gli scherzi, come altri).

venerdì 4 aprile 2008

Le elezioni si avvicinano...

Le elezioni si avvicinano e poco dopo aver dato un'occhiata alle principali testate giornalistiche mi sento preso dallo sconforto.
Il PD parla solo di economia, il PDL parla solo di valori, Ferrara viene aggredito da quelli che dovrebbero essere i "pacifisti"...





Adesso che tutti si spacciano per "uomini nuovi" e per salvatori della patria non posso far altro che riportare una storiella ebraica di Moni Ovadia:

Un balen (uomo senza arte ne parte, sfaccendato) rincasa e, raggiante, annuncia alla madre disperata per quel figlio sfaccendato: "Mame, mamele ! Ho trovato un lavoro. Devo andare in cima al villaggio e guardare se arriva Messia. Se vedo lui devo fare annuncio. Mamele sei cantentaaa ? Mi dano cinqve groschen la settimana".
La madre imbestialita:" Che figlio deficiente ! Che razza di lavoro "avvistatore di Messia" ? Con cinque groschen faremo la fame !"
"Si, ce l'hai ragione mamele. Ma almeno è lavoro permanente !"

Quanto dovrà aspettare l'Italia per avere i suoi salvatori ?



mercoledì 2 aprile 2008

Il cristianesimo in un mondo non religioso

Nella lettera del 30 aprile 1944 da Tegel, di cui qui riportiamo i passi piú significativi, Bonhoeffer annuncia il suo programma teologico: trovare un linguaggio nuovo per l'annuncio in un mondo non piú religioso.


Ciò che mi preoccupa continuamente è la questione di che cosa sia veramente per noi, oggi, il cristianesimo, o anche chi sia Cristo. È passato il tempo in cui questo lo si poteva dire agli uomini tramite le parole – siano esse parole teologiche oppure pie –; cosí come è passato il tempo della interiorità e della coscienza, cioè appunto il tempo della religione in generale. Stiamo andando incontro ad un tempo completamente non-religioso; gli uomini, cosí come ormai sono, semplicemente non possono piú essere religiosi. Anche coloro che si definiscono sinceramente "religiosi", non lo mettono in pratica in nessun modo; presumibilmente, con "religioso" essi intendono qualcosa di completamente diverso.

Il nostro annuncio e la nostra teologia cristiani nel loro complesso, con i loro 1900 anni, si basano però sull'"apriori religioso" degli uomini. Il "cristianesimo" è stato sempre una forma (forse la vera forma) della "religione". Ma se un giorno diventa chiaro che questo "apriori" non esiste affatto, e che s'è trattato invece di una forma d'espressione umana, storicamente condizionata e caduca, se insomma gli uomini diventano davvero radicalmente non religiosi – e io credo che piú o meno questo sia già il caso (da che cosa dipende ad esempio il fatto che questa guerra, a differenza di tutte le precedenti, non provoca una reazione "religiosa"?) – che cosa significa allora tutto questo per il "cristianesimo"? Vengono scalzate le fondamenta dell'intero nostro "cristianesimo" qual è stato finora, e noi "religiosamente" potremo raggiungere soltanto qualche "cavaliere solitario" o qualche persona intellettualmente disonesta. Dovrebbero essere questi i pochi eletti? Dovremmo gettarci zelanti, stizziti o sdegnati proprio su questo equivoco gruppo di persone per smerciar loro la nostra mercanzia? Dovremmo noi aggredire qualche infelice colto in un momento di debolezza e per cosí dire, violentarlo religiosamente? Se non vogliamo niente di tutto questo, se alla fine anche la forma occidentale del cristianesimo dovessimo giudicarla solo uno stadio previo rispetto ad una totale non-religiosità, che situazione ne deriverebbe allora per noi, per la Chiesa? Come può Cristo diventare il signore anche dei non-religiosi? Ci sono cristiani non-religiosi? Se la religione è solo una veste del cristianesimo – e questa veste ha assunto essa pure aspetti molto diversi in tempi diversi – che cos'è allora un cristianesimo non-religioso?

Barth, che è stato l'unico ad aver cominciato a pensare in questa direzione, non ha poi portato a termine e pensato fino in fondo queste idee, ma è pervenuto invece ad un positivismo della rivelazione (Offenbarungspositivismus) che in fin dei conti s'è ridotto ad una sostanziale restaurazione. Qui l'operaio non-religioso o l'uomo in generale non hanno guadagnato nulla di decisivo. Le risposte cui bisognerebbe rispondere sono invece: che cosa significano una Chiesa, una comunità, una predicazione, una liturgia, una vita cristiana in un mondo non-religioso? Come parliamo di Dio – senza religione, cioè appunto senza i presupposti storicamente condizionati della metafisica, dell'interiorità ecc. ecc.? Come parliamo (o forse appunto ormai non si può piú "parlarne" come s'è fatto finora) "mondanamente" (weltlich) di "Dio", come siamo cristiani "non-religiosi-mondani", come siamo ek-klesía, cioè chiamati-fuori, senza considerarci religiosamente favoriti, ma piuttosto in tutto e per tutto appartenenti al mondo? Cristo allora non è piú oggetto della religione, ma qualcosa di totalmente diverso, veramente il signore del mondo. Ma che significa questo? Che significato hanno il culto e la preghiera nella non-religiosità? Acquista forse una nuova importanza a questo punto la disciplina dell'arcano, ovvero la mia distinzione (che tu già conosci) tra penultimo e ultimo?

[...]

Spesso mi chiedo perché un "istinto cristiano" mi spinga frequentemente verso le persone non-religiose piuttosto che verso quelle religiose, e ciò assolutamente non con l'intenzione di fare il missionario, ma potrei quasi dire "fraternamente". Mentre davanti alle persone religiose spesso mi vergogno a nominare il nome di Dio – perché in codesta situazione mi pare che esso suoni in qualche modo falso, e io stesso mi sento un po' insincero (particolarmente brutto è quando gli altri cominciano a parlare in termini religiosi; allora ammutolisco quasi del tutto, e la faccenda diventa per me in certo modo soffocante e sgradevole) – davanti alle persone non-religiose in certe occasioni posso nominare Dio in piena tranquillità e come se fosse una cosa ovvia. Le persone religiose parlano di Dio quando la conoscenza umana (qualche volta per pigrizia mentale) è arrivata alla fine o quando le forze umane vengono a mancare – e in effetti quello che chiamano in campo è sempre il deus ex machina, come soluzione fittizia a problemi insolubili, oppure come forza davanti al fallimento umano; sempre dunque sfruttando la debolezza umana o di fronte ai limiti umani; questo inevitabilmente riesce sempre e soltanto finché gli uomini con le loro proprie forze non spingono i limiti un po' piú avanti, e il Dio inteso come deus ex machina non diventa superfluo; per me il discorso sui limiti umani è diventato assolutamente problematico (sono oggi ancora autentici limiti la morte, che gli uomini quasi non temono piú, e il peccato, che gli uomini quasi non comprendono?); mi sembra sempre come se volessimo soltanto timorosamente salvare un po' di spazio per Dio; – io vorrei parlare di Dio non ai limiti, ma al centro, non nelle debolezze, ma nella forza, non dunque in relazione alla morte e alla colpa, ma nella vita e nel bene dell'uomo. Raggiunti i limiti, mi pare meglio tacere e lasciare irrisolto l'irrisolvibile. La fede nella resurrezione non è la "soluzione" del problema della morte. L'"aldilà" di Dio non è l'aldilà delle capacità della nostra conoscenza! La trascendenza gnoseologica non ha nulla che fare con la trascendenza di Dio. È al centro della nostra vita che Dio è aldilà. La Chiesa non sta lí dove vengono meno le capacità umane, ai limiti, ma sta al centro del villaggio. Cosí stanno le cose secondo l'Antico Testamento, e noi leggiamo il Nuovo Testamento ancora troppo poco a partire dall'Antico. Attualmente sto riflettendo molto su quale aspetto abbia questo cristianesimo non-religioso, e quale forma esso assuma; te ne scriverò presto ancora e piú a lungo. Forse a questo proposito a noi che ci troviamo al centro tra est ed ovest tocca un compito importante.

D. Bonhoeffer, Resistenza e resa, Paoline, Milano, 1988, pagg. 348-350

domenica 3 febbraio 2008

Qui comincia il nuovo compianto d'oltremare (canzone di crociata del XII)









"Giovani scudieri dal pelo matto,
mi rammarico molto della vostra insensatezza,
perchè non vi preoccupate di fare alcuna cosa utile
ne migliorate in alcunchè.
Sebbene discendiate da uomini di valore
(così come li conobbi li definisco),
voi siete stupidi e fatui
non curando i doveri del vostro rango.
Avete vergona di vedere un uomo valoroso.
I vostri sparvieri sono molto più desti di voi,
è la verità;
ve ne sono tali infatti che, non appena li lanciate,
vi portano l'allodola sulla mano.
Sia sprezzato chi si vanta di voi:
non si vanta certo Dio nè il vostro paese;
Il più saggio di voi è uno svanito sciocco".