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lunedì 30 novembre 2009

Quando si vuol fare integrazione.


Dopo il risultato del referendum in Svizzera sui minareti fa piacere leggere qualche buona notizia: In Virginia la sinagoga del futuro: ebrei e musulmani pregano insieme



Musulmani ed ebrei che pregano assieme in una sinagoga. Non è né l'immagine idilliaca di un futuro lontano né la fantasia di uno scrittore idealista. A Reston, cittadina di 56.000 abitanti in Virginia, l'incontro pacifico tra ebrei e musulmani è una realtà da tempo. I fedeli delle due confessioni si riuniscono e pregano nello stesso edificio, la sinagoga della città, e hanno costruito tra loro un rapporto di stima e comprensione. Tutto è cominciato un anno fa. La moschea della città era diventata troppo piccola per ospitare tutti fedeli islamici che negli ultimi anni sono aumentati esponenzialmente nella contea di Fairfax. La comunità musulmana si è allora messa alla ricerca di un nuovo spazio. A questo punto si è fatta avanti la Sinagoga di Reston che ha aperto le proprie porte agli islamici, offrendo una sala dell'edificio per la loro attività religiosa. Da allora ebrei e musulmani si ritrovano ogni giorno nella stessa struttura e pregano fianco a fianco.

All'inizio non sono mancati i mugugni e le perplessità, ma l'incontro tra le due confessioni si è dimostrato presto un autentico successo. Ne è convinto Rizwan Jaka, devoto musulmano e attivista della comunità islamica. Al sitoweb del quotidiano Russia Today, Rizwan dichiara che il dialogo tra musulmani e ebrei non è un'illusione: «Andare ogni giorno in sinagoga mi procura lo stesso piacere che andare in moschea - afferma Rizwan - E' una cosa speciale per me e per la mia famiglia. Ricorderò questo periodo per il resto della mia vita». Naturalmente oggi, a Reston, ebrei e musulmani non dividono solo uno spazio fisico, ma l'incontro ha stimolato la curiosità verso l'altro: «Loro entrano nella nostra sala di preghiera e noi andiamo nella loro e assieme passiamo giornate piacevoli», dichiara Khalid Iqbal, vice-direttore dell'Adams, l'associazione che riunisce i fedeli musulmani della Virginia. «Sfortunatamente il conflitto in Medio Oriente fa passare l'idea che non possiamo andare d'accordo, ma qui riusciamo a capirci. Questo è il nostro stesso quartiere. Lavoriamo assieme, viviamo assieme ed è tutto così naturale».
Magid è un musulmano cresciuto in Sudan. Non aveva mai incontrato ebrei fino a quando non è arrivato negli Usa a 20 anni. Non avrebbe mai immaginato di costruire rapporti così stretti con quelli che molti cittadini del suo paese considerano nemici. Al sitoweb del canale televisivo statunitense Msnbc dichiara che quest'esperienza non ha cambiato solo il suo modo di vedere le cose, ma anche la mentalità di tanti suoi amici. Uno tra questi gli avrebbe confessato: «La prossima volta che incontro un ebreo non lo guarderò più con gli occhi di prima». Il più felice di quest'esperimento interreligioso è il rabbino Marc Gopin che da anni organizza campagne per il dialogo tra diverse confessioni: «Ci sono tante comunità che non vorrebbero questo dialogo. Ci criticano, a volte per paura, altre volte perché hanno idee troppo conservatrici. C'è tanta rabbia contro i musulmani per diversi motivi. Questa sinagoga sta facendo un passo davvero importante accogliendo gli islamici nelle proprie sacre stanze».


Da Repubblica