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martedì 15 settembre 2009

Faccia "tosta"

"Fini ricordi anche che delegare i magistrati a far giustizia politica è un rischio. Specialmente se le inchieste giudiziarie si basano sui teoremi. Perché oggi tocca al premier, domani potrebbe toccare al presidente della Camera. E' sufficiente - per dire - ripescare un fascicolo del 2000 su faccende a luci rosse riguardanti personaggi di Alleanza Nazionale per montare uno scandalo. Meglio non svegliare il can che dorme". (Vittorio Feltri - Il Giornale)

Bisogna avere una gran faccia "tosta" per fare giornalismo e politica in questa maniera. Il giornale di Feltri e di Berlusconi sta pubblicando notizie inesistenti, inventate di sana pianta, le cui fonti sarebbero da ricercare in misteriosi archivi dei servizi segreti, non più con l'intento di screditare il proprio avversario politico (pratica già bieca e bipartisan) ma per minacciarlo in maniera diretta.
"Meglio non svegliare il can che dorme"...
la minaccia è scritta nero su bianco, qualsiasi voce contraria a quella del padrone verrà zittita, con le buone o con le cattive e siamo tutti avvertiti ! Ieri Boffo, ora Fini, domani... ?
Non ho mai creduto nei "girotondi" di Moretti ed ho dato sempre un giusto peso alle manifestazioni, ma adesso mi chiedo dove sia andato quello spirito di qualche anno fa, quella voglia di dire NO davanti ad una catastrofe morale così grande ed esplicita che oggi è evidente. Mi chiedo se sia già successa la catastrofe, mi chiedo se ci siamo già assuefatti a tutto questo. Mi ricordo adesso di aver letto da qualche parte che durante gli ultimi anni di fascismo, in Italia le chiese tornarono ad essere piene, piene di gente che aveva sofferto troppo o che troppo aveva fatto soffrire. Da ora in poi farò più attenzione tutte le volte che passerò davanti ad una chiesa, tutto sommato spero ancora che gli Italiani, in un modo o nell'altro, almeno si rendano conto di dove stanno andando.

giovedì 14 agosto 2008

La speranza, dice Dio, ecco quel che mi stupisce.










Ma la speranza, dice Dio, ecco quel che mi stupisce.
Me stesso.
Questo è stupefacente.

Che quei poveri figlioli vedano come van le cose e che credano che
domani andrà meglio.
Che vedano come va oggi e che credano che andrà meglio domani mattina.
Questo è stupefacente ed è davvero la più grande meraviglia della
nostra grazia.
E ne sono stupito io stesso.
E bisogna che la mi grazia sia in effetti d'una forza incredibile.
E che sgorghi da una sorgente e come come un fiume inesauribile.
Da quella prima volta in cui sgorgò e dal suo sempre sgorgare.
Nella mia creazione naturale e soprannaturale.
Nella mia creazione spirituale e carnale ed ancora spirituale.
Nella mia creazione eterna e temporale ed ancora eterna.
Mortale e immortale.
E questa volta, oh questa volta, da quella volta in cui sgorgò,
come un fiume di sangue, dal fianco aperto di mio figlio.
Cosa bisogna che sia la mia grazia e la forza della mia grazia perché
questa piccola speranza,
vacillante al soffio del peccato, tremante per tutti i venti, ansiosa
per il minimo alitare,
sia così invariabile, si mantenga così fedele, così diritta, così pura;
e invincibile, e immortale, ed impossibile da estinguere;
che questa piccola fiamma del santuario brucia eternamente dentro la lampada fedele.
(Charles Peguy)