
Ancora.
Non tutti i fusti spiccano verticali seguendo la linea più diritta per salire a luce. Alcuni pendono in un angolo verso valle, mettono cima obliqua. Fanno maggiore sforzo di radice. Azzardano altre linee, offrono appoggio al fulmine, che ha bisogno di invito. Gli alberi maestri hanno rami verdi pure al suolo, gli alberi secondi li hanno verdi solo in alto. E' una gerarchia. Nel bosco non intendi la regola, i tronchi stanno sparsi alla rinfusa, ma niente sorge senza il loro permesso.
Ancora.
Chi veniva con il mulo e l'ascia, sapeva togliere al bosco. Chi viene con il camion e la motosega, lascia spoglio. Non si vede ma il legno trema quando s'avvicina il ferro. Non ha una difesa. Contro il fulmine il bosco sacrifica un'albero a bersaglio. Poi sul tronco bruciato s'impianta il fungo della rimembranza, rosso di malincuore.
Ancora.
Ogni spicchio di luce che arriva fino a terra è contatto, cade come da impianto a goccia. Il fitto dei rami apre una via al raggio che raggiunge la tua mano adesso. Gli abeti hanno spostato in alto a griglia dell'ombra. Per calarti sulle ciglia il largo di luce di una foglia. Nel bosco l'assemblea del alberi decide ogni cosa. Ti hanno accolto, ora sei tra loro benvenuta."
I colpi dei sensi - Erri De Luca