
Il cronista, fermo al semaforo, fu avvicinato da un africano che porgeva un barattolino di plastica. Tirò fuori con gesto più abitudinario che caritativo la monetina da 500 lire. Nemmeno si volse a guardare l’africano. Ma lo sentì bene quando quegli disse: ‘Grazie, ‘migo!’. Improvvisamente sentì dolce scendergli nel cuore quella parola vecchia, che ormai non usava più, perché significava il suo contrario.
Si vergognò di aver pagato così poco la riconciliazione con la sua stessa lingua. Voleva
fare qualcosa di nobile, ma esitò un attimo, ed era già tornato il verde”.
Si vergognò di aver pagato così poco la riconciliazione con la sua stessa lingua. Voleva
fare qualcosa di nobile, ma esitò un attimo, ed era già tornato il verde”.
(da “Térata” di Michele Feo)
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